Insomma una tremenda uscita che prende le mosse da un Ministero guidato da una donna (e la questione è ancora più stupefacente), madre di due gemelli avuti a 44 anni forse con (probabilmente) procreazione assistita. Nessuna pruderie quella di entrare nella vita privata della Ministra Lorenzin ma il vecchio adagio serve: non si può predicare bene e razzolare male!
Molte donne (e anche molti uomini) hanno reagito con sdegno, ironia, incredulità di fronte a una campagna di comunicazione (anche negli slogan, anche nelle immagini: ma la buccia di banana?) retriva, anacronistica, per l'oggi insopportabile. Dire alle donne contemporanee italiane che "la fertilità è un bene comune"; che "cosa fare, dunque, di fronte a una società che ha scortato le donne fuori di casa, aprendo le porte del lavoro sospingendole, però, verso ruoli maschili che hanno comportato anche un allontanamento dal desiderio stesso di maternità?" è segno di una grande ignoranza relativa alla società italiana (che presenta nuovi codici relazionali fra donne e uomini con storie d’amore lontane dal durare tutta la vita: anche questo implica una buona dose di responsabilità nel pensare o meno di fare figli vero?) e alla storia delle donne. Unica considerazione possibile: non bisogna mai abbassare la guardia.
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